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Biografia

Leonardo Devito (Firenze 1997) vive e lavora a Torino. Studia all’Accademia di Belle Arti di Firenze e all’Akademie der Bildenden Künstedi Vienna. Nel 2020 si laurea all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2023 si laurea al biennio di pittura dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

CONTATTI

Mostre

SOLO

  • → My favourite things
    Galleria Acappella, Napoli (IT) 2023

  • → Piccolo testamento
    The Artist Room, Londra (UK) 2023

  • → Ghost dance
    Osservatorio Futura, Torino (IT) 2023

  • → No title
    Era Gallery, Milano (IT) 2022

  • → I giorni e l’infante
    B.east gallery, Firenze (IT) 2021

  • → 48h
    Palazzo dei Pittori, Accademia di Belle Arti di Firenze, Firenze (IT) 2018

GROUP

  • → Benim adim gravür
    Port Art Gallery, Ankara (TR) 2023

  • → Mostra finalisti Premio Compat XIII ed.
    Museo G. Fattori, Livorno (IT) 2022

  • → Unity wanted volume 2
    Street Levels Gallery, Firenze (IT) 2021

  • → XI Biennale d’incisione
    Mac,n Monsummano Terme (IT) 2019

FIERE

  • → Era Gallery, Investec
    Cape Town Art Fair, Cape Town (ZA) 2023

Portfolio

DOCUMENTO PDF

Galleria Acappella, Napoli (IT)
Bergamo
Italy (IT)
2018

My favourite things

«Poche cose, protette da solide mura, o disseminate nell’ampio paesaggio del Vallese, accompagnano Rilke, come lontane e tenaci abitudini. Vivono nella vastità di un paesaggio metaforico e reale intessuto di mille voci che, insieme, sono partecipi di un’unica, potente melodia». Le parole di cui Sabrina Mori Carmignani si serve per introdurre le riflessioni dello scrittore, poeta e drammaturgo Rainer Maria Rilke attorno alla melodia delle cose, quindi alle emozioni, ai significati e alle sensazioni che vi attribuisce, consentono di individuare la relazione che Leonardo Devito intesse con le sue cose preferite, come dichiara il titolo della mostra. Si tratta, come per Rilke, di un rapporto intimo con le cose, termine che identifica non solo gli oggetti ma anche determinate situazioni e atmosfere accordate insieme in una melodia. 

Le opere di Devito intendono restituire il suo legame profondo e solitario con esse, osservate e preservate attentamente nel corso del tempo. La pittura e il bassorilievo non traghettano mai, infatti, atmosfere casuali, al contrario mostrano scenari che hanno radici profonde e lontane, legati alla sua storia personale o a immaginari di cui si sente partecipe, ripresi talvolta dalla letteratura o dall’arte antica, medievale e rinascimentale. Ne è un esempio “Spaghetto a Porta Palazzo”, dipinto calato in un luogo del cuore dell’artista che diviene campo semantico di affetti, memorie, riferimenti puri e sinceri. 

A partire da un immaginario o un soggetto, come il noto mercato torinese, Devito predilige dar vita ad una narrazione spontanea lasciando spazio alla propria immaginazione guidata dalla pittura che progressivamente dilata l’immagine mentale, la trasforma e la esaurisce. Il processo artistico risulta così più sincero e spontaneo per l’artista la cui azione dichiaratamente ludica è compiuta su tele e bassorilievi di piccole e medie dimensioni, necessarie per poter cogliere le sue cose preferite nella loro interezza e semplicità. Il carattere disinteressato e ludico pare divenire, in realtà, un espediente di difesa: porgere le proprie cose dell’affetto può affaticare dal momento che implica estrapolarle da sé e lasciare che vengano guardate da fuori, comprenderle senza soccombere alle stesse. Così, il trasformare la loro restituzione pittorica e scultorea in un momento del gioco lascia affiorare una presa di distanza dell’artista, che lo tutela da eventuali smarrimenti emotivi. Il gioco, non a caso, diviene anche soggetto di differenti opere: ne è un esempio “Gormiti” che, recuperando l’estetica bizantina nella resa spaziale, mette in mostra l’adolescenza inerte dinanzi un’infanzia appena terminata, per la quale si prova nostalgia e al contempo urgenza di distacco. 

L’intento ultimo di Devito non è quello di creare narrazioni concluse, al contrario lasciare che chi osserva completi la lettura dell’opera attraverso la propria posizione di visione che, articolata e complessa, risveglia memorie e sensazioni lontane. 

L’artista ci spinge, quindi, a non lasciar andare le cose con le quali instauriamo una connessione profonda: emblematica, in questo senso, è l’opera “Signori Calabresi”, realizzata a partire dal disegno di una coppia, trovato casualmente, che ha permesso a Devito di far emergere un luogo mentale dell’affetto legato ai nonni, alle lontane origini calabresi, ai colori, all’atmosfera che vi si respira. La sua sensibilità artistica nasce, pertanto, dall’urgenza di restituire il raccolto delle sue cose preferite protette con cura, dapprima delicatamente coltivate.

 

Laura Di Teodoro

Erik Saglia takes on these considerations for his second solo show to propose an installation, made with his renowned technique. As the result, the entire installation is a Cosmogony of signs and intersecting lines, of vectorial axes, of organized schemes of an unorganized reality, where the intersection of the abscissa and the ordinate organizes the vision of both the Artist and the Man. The visitor is compelled to contemplate it exactly as it happens while observing the cosmos through a telescope. Saglia’s Art is a full-size Portable Cosmogony because it can be carried “within us”.